Ci sono periodi in cui ci sentiamo semplicemente più stanchi, meno energici, meno in equilibrio. Magari dormiamo, mangiamo bene e cerchiamo di prenderci cura di noi, ma la sensazione è comunque quella di recuperare più lentamente. Anche la pelle può apparire più spenta, meno vitale e i tessuti possono avere bisogno di più tempo per ritrovare il loro equilibrio, soprattutto dopo un periodo intenso o dopo un intervento.
Naturalmente le cause possono essere moltissime e proprio per questo non bisogna cercare una soluzione universale. Nel mio lavoro parto sempre dalla persona, dalla sua storia e da ciò che desideriamo realmente migliorare.
Uno degli aspetti che oggi conosciamo meglio e che può entrare in gioco in molte di queste situazioni è lo stress ossidativo.
Ed è proprio qui che può trovare spazio, quando indicata, anche l’ozonoterapia.
Non la considero una terapia miracolosa né un trattamento da proporre indistintamente a tutti. La considero piuttosto uno strumento medico che può essere inserito in un percorso personalizzato per sostenere alcuni meccanismi naturali di equilibrio e recupero dell’organismo.
In breve
L’ozonoterapia utilizza una miscela medicale di ossigeno e ozono. Nel mio studio la valuto soprattutto all’interno di percorsi dedicati a stress ossidativo, microcircolo, qualità dei tessuti, benessere e recupero. Quando indicato, privilegio la soluzione fisiologica ozonizzata, somministrata mediante una breve infusione endovenosa.
Che cos’è lo stress ossidativo?
Nel nostro organismo vengono continuamente prodotte molecole reattive, tra cui i cosiddetti radicali liberi.
È assolutamente normale: fanno parte del funzionamento delle nostre cellule.
Lo stress ossidativo compare quando si crea uno squilibrio tra la produzione di queste molecole e la capacità dell’organismo di controllarle attraverso i propri sistemi antiossidanti.
Questo equilibrio può essere influenzato da molti fattori: età, stress, fumo, alimentazione, esposizione solare, mancanza di sonno, infiammazione, interventi chirurgici e naturalmente dalle condizioni generali della persona.
È importante capirlo perché, quando parliamo di stress ossidativo, non dobbiamo immaginare semplicemente dei “radicali liberi da eliminare”. Il nostro organismo è molto più intelligente e complesso.
L’obiettivo è piuttosto aiutarlo a mantenere un buon equilibrio, perché sentirsi bene non significa soltanto non avere una malattia: significa anche recuperare bene, avere tessuti vitali, sentirsi energici e percepire il proprio corpo in una condizione di benessere.
Perché si parla di ozonoterapia quando si parla di stress ossidativo?
Questa è una delle cose che inizialmente sorprende di più i miei pazienti.
L’ozono è una molecola reattiva. Come può quindi essere utilizzato proprio quando vogliamo lavorare sullo stress ossidativo?
Il principio è quello di uno stimolo breve, controllato e dosato, capace di attivare una risposta adattativa dell’organismo.
In medicina si parla di modulazione redox: in parole molto più semplici, attraverso uno stimolo controllato cerchiamo di favorire l’attivazione di alcuni sistemi con cui il nostro organismo mantiene il proprio equilibrio.
È anche il motivo per cui dose, concentrazione, modalità di somministrazione e caratteristiche della persona sono così importanti.
Con l’ozonoterapia, infatti, di più non significa meglio.
E personalmente è proprio questo aspetto che trovo interessante: non stiamo cercando di “forzare” l’organismo, ma di utilizzare un trattamento che, quando correttamente indicato, può accompagnare i suoi normali meccanismi di risposta e recupero.
Quando utilizzo l’ozonoterapia nel mio studio?
Il campo dell’ozonoterapia è molto ampio, ma nel mio lavoro ho scelto volutamente di concentrarmi sugli ambiti più vicini alla chirurgia plastica, alla medicina estetica e alla qualità dei tessuti.
La valuto soprattutto quando voglio lavorare su:
- stress ossidativo e recupero generale, soprattutto nei periodi in cui la persona si sente più stanca o recupera con maggiore difficoltà;
- qualità della pelle e dei tessuti, quando appaiono meno vitali e desideriamo inserirli in un percorso più ampio di rigenerazione e benessere;
- microcircolo, che ha un ruolo importante nella salute e nella qualità dei tessuti;
- recupero post-operatorio, come possibile supporto complementare all’interno di un percorso seguito dal chirurgo;
- benessere generale, quando esiste un’indicazione medica e l’obiettivo è aiutare l’organismo a ritrovare un migliore equilibrio.
Quello che per me conta è non partire dal trattamento, ma dalla persona.
Prima cerchiamo di capire che cosa non la fa sentire bene, che cosa desidera migliorare e quale può essere il motivo. Solo successivamente valutiamo se l’ozonoterapia possa avere realmente un ruolo.
Ozonoterapia e pelle: può essere considerata un trattamento anti-aging?
Quando parliamo di pelle e invecchiamento, mi piace sempre distinguere bene i diversi problemi.
Una ruga, una macchia, una perdita di volume, una lassità o una pelle semplicemente stanca e poco vitale non sono la stessa cosa e non possono essere trattate allo stesso modo.
L’ozonoterapia non sostituisce un filler, una biostimolazione, un laser o una tecnologia che lavora sulla lassità.
Il suo ruolo è differente.
L’interesse è soprattutto rivolto al benessere biologico dei tessuti, al microcircolo, ai processi redox e alla capacità dell’organismo di recuperare.
Per questo può diventare una parte interessante di un percorso dedicato alla qualità cutanea, soprattutto quando non vogliamo semplicemente correggere una ruga, ma desideriamo lavorare sulla pelle nel suo insieme.
A volte una paziente arriva chiedendomi: “Cosa posso fare per avere una pelle più bella?”
La mia risposta non è sempre una crema, un filler o un macchinario.
Prima guardiamo la pelle, parliamo dello stile di vita, della stanchezza, dei trattamenti già fatti e cerchiamo di capire di cosa ha realmente bisogno.
È questo che, secondo me, permette di ottenere risultati più naturali e soprattutto di sentirsi bene con ciò che si vede allo specchio.
Ozonoterapia dopo un intervento chirurgico
Il recupero dopo un intervento è un momento molto delicato.
Il nostro organismo deve lavorare: deve gestire l’infiammazione, riparare i tessuti, ricostruire la microcircolazione e attraversare tutte le normali fasi della guarigione.
È un processo che richiede tempo e che non deve essere forzato.
Come chirurgo plastico, uno dei miei obiettivi non è soltanto eseguire bene l’intervento, ma accompagnare il paziente anche nel recupero, cercando di creare le condizioni migliori affinché i tessuti possano guarire correttamente.
In alcuni pazienti l’ozonoterapia può essere valutata proprio come supporto complementare al percorso post-operatorio, con particolare attenzione alla qualità dei tessuti, al microcircolo e ai normali processi di recupero.
Non significa promettere che una ferita guarirà prima o che un edema sparirà immediatamente. Significa inserire, quando ne esistono le condizioni, uno strumento in più all’interno di un percorso medico seguito e personalizzato.
E vedere un paziente che, giorno dopo giorno, torna a stare bene, riprende le proprie attività e comincia finalmente a godersi il risultato dell’intervento è sempre una grande soddisfazione.
Come funziona la soluzione fisiologica ozonizzata?
Esistono diverse modalità di ozonoterapia.
Nel mio studio, quando il trattamento è indicato, preferisco utilizzare soprattutto la soluzione fisiologica ozonizzata.
È una procedura che per il paziente è piuttosto semplice.
Si parte da una soluzione fisiologica sterile, che viene trattata con una miscela medicale di ossigeno e ozono attraverso apparecchiature specifiche. La soluzione così preparata viene poi somministrata mediante una normale infusione endovenosa.
Una cosa che mi piace spiegare bene è questa: non viene iniettato direttamente ozono gassoso nella vena.
È la soluzione fisiologica ad essere preparata secondo il protocollo previsto e successivamente infusa.
Per il paziente l’esperienza è quindi molto simile a quella di una breve flebo.

Quanto dura una seduta di ozonoterapia con fisiologica?
Anche la praticità del trattamento è importante, perché oggi tutti abbiamo giornate piene e riuscire a prenderci cura di noi senza dover rinunciare a mezza giornata di lavoro fa piacere.
Generalmente utilizzo circa 200–250 ml di soluzione fisiologica.
La preparazione richiede indicativamente 5–10 minuti e l’infusione circa 10 minuti. Complessivamente possiamo quindi parlare, in linea generale, di circa 15–20 minuti.
Non è necessario il ricovero e, salvo indicazioni particolari, al termine si può tornare alle normali attività quotidiane.
Naturalmente si tratta di tempi indicativi: ogni trattamento viene adattato alla persona e alla sua situazione clinica.

Che differenza c’è tra fisiologica ozonizzata e sistemica endovenosa?
È una domanda che mi viene fatta spesso perché, cercando “ozonoterapia” online, si trovano procedure e modalità di somministrazione differenti.
Nella ozonoterapia sistemica endovenosa con autoemotrasfusione viene prelevata una determinata quantità di sangue del paziente, che viene trattata con la miscela medicale di ossigeno e ozono attraverso un sistema dedicato e successivamente reinfusa.
È quindi una procedura che comprende più passaggi e richiede generalmente tempi più lunghi: indicativamente circa un’ora o poco più, a seconda del protocollo utilizzato.
Con la soluzione fisiologica ozonizzata, invece, non è necessario prelevare, trattare e reinfondere il sangue. Viene preparata la soluzione fisiologica ozonizzata e successivamente somministrata tramite infusione endovenosa.
Per questo, dal punto di vista pratico, la fisiologica ozonizzata consente una procedura generalmente più semplice e più breve, che nel mio studio richiede indicativamente 15–20 minuti complessivi.
È anche la modalità che preferisco utilizzare quando appropriata.
Questo non significa che una metodica sia sempre migliore dell’altra. Come per ogni trattamento medico bisogna valutare obiettivo, situazione clinica e caratteristiche del paziente.
Approfondirò la differenza tra soluzione fisiologica ozonizzata e sistemica endovenosa in un articolo dedicato, perché è una delle domande più frequenti di chi si avvicina per la prima volta all’ozonoterapia.
Quante sedute servono per un ciclo di ozonoterapia?
Non esiste un protocollo identico per tutti.
Quando utilizzo l’ozonoterapia nell’ambito di un percorso dedicato a benessere, recupero e stress ossidativo, un ciclo indicativo può comprendere circa 6–8 sedute.
In molti casi possiamo partire con una seduta alla settimana per le prime quattro settimane e successivamente distanziare le sedute, fino a completare il ciclo secondo la risposta individuale e l’obiettivo del trattamento.
Una persona che desidera recuperare dopo un periodo particolarmente intenso non avrà necessariamente lo stesso protocollo di chi sta affrontando un recupero post-operatorio o di chi arriva con una situazione completamente diversa.
Anche qui preferisco sempre personalizzare.
Bisogna fare degli esami prima?
Sì. Anche se la procedura può sembrare semplice, rimane un trattamento medico e per me deve essere affrontato come tale.
Prima di iniziare viene effettuata una valutazione e vengono richiesti alcuni esami ematici, in particolare emocromo e G6PD, l’enzima collegato alla condizione conosciuta anche come favismo.
Il deficit di G6PD rappresenta infatti una controindicazione importante da verificare prima di un trattamento sistemico con ozono.
Durante la visita devono inoltre essere comunicate eventuali patologie, terapie farmacologiche, gravidanza o altre condizioni cliniche rilevanti.
Sono passaggi semplici, ma fondamentali per poter lavorare in sicurezza e con serenità.
L’ozonoterapia ha controindicazioni?
Come per ogni trattamento medico, prima di iniziare è importante fare una valutazione accurata e verificare eventuali controindicazioni.
Per questo richiedo alcuni esami preliminari e raccolgo sempre informazioni su terapie in corso, patologie e condizioni particolari.
Quando il trattamento è correttamente indicato e personalizzato, viene eseguito secondo protocolli medici controllati.
Mi sento stanca, ho la pelle spenta: significa che ho bisogno dell’ozonoterapia?
Assolutamente non necessariamente.
Stanchezza, pelle poco luminosa o difficoltà nel recuperare possono dipendere da tantissimi fattori e sarebbe sbagliato associare automaticamente questi segnali a un unico trattamento.
A volte può bastare dormire meglio, rivedere l’alimentazione o modificare la skincare.
Altre volte dobbiamo approfondire una situazione ormonale, metabolica, nutrizionale o dermatologica.
E dopo un intervento chirurgico, in molti casi, ciò che serve principalmente è semplicemente dare al corpo il tempo necessario per guarire.
Per questo durante la visita cerco sempre di capire prima la causa e l’obiettivo.
L’ozonoterapia può essere uno strumento interessante, ma solo quando è lo strumento giusto per quella persona.
Ozonoterapia: un trattamento in più all’interno di un percorso di benessere
Mi piace pensare alla medicina estetica e alla chirurgia plastica non soltanto come alla possibilità di correggere qualcosa che non ci piace.
Il nostro corpo cambia continuamente e prendersene cura significa anche imparare ad ascoltarlo, accompagnarlo nei momenti in cui ha bisogno di recuperare e cercare di mantenere il più a lungo possibile una buona qualità dei tessuti.
L’ozonoterapia può trovare spazio proprio in questa visione.
Attraverso una miscela medicale di ossigeno e ozono possiamo lavorare, quando esiste l’indicazione, sui meccanismi legati allo stress ossidativo, al microcircolo, alla qualità dei tessuti e al recupero.
Nel mio studio preferisco soprattutto la soluzione fisiologica ozonizzata, che non richiede il prelievo e la reinfusione del sangue e permette di eseguire il trattamento in tempi piuttosto brevi.
Ma anche in questo caso la cosa più importante viene prima della terapia.
Capire la persona, capire il problema e scegliere insieme il percorso più adatto.
Perché il vero obiettivo non è fare il maggior numero possibile di trattamenti.
È aiutare una persona a prendersi cura di sé, vedersi meglio e soprattutto sentirsi bene nel proprio corpo.
Ozonoterapia a Sesto Calende e in provincia di Varese
Nel mio studio BEWELL a Sesto Calende, in provincia di Varese, valuto l’ozonoterapia all’interno di percorsi personalizzati dedicati soprattutto a stress ossidativo, benessere generale, qualità dei tessuti, microcircolo e recupero post-operatorio.
La modalità che utilizzo prevalentemente è la soluzione fisiologica ozonizzata, una procedura relativamente breve che viene sempre preceduta da una valutazione medica e dagli esami necessari.
Lo studio di Sesto Calende è facilmente raggiungibile anche da chi vive nell’area del Lago Maggiore e della provincia di Varese e desidera capire se l’ozonoterapia possa essere indicata nel proprio percorso.
Per conoscere più nel dettaglio indicazioni e modalità del trattamento puoi approfondire la pagina dedicata all’ozonoterapia.
Vuoi capire se l’ozonoterapia può essere adatta alle tue esigenze?
Possiamo valutarlo insieme durante una visita, partendo dalla tua situazione, dai tuoi obiettivi e dagli esami necessari.
Contatta lo studio per una valutazione personalizzata.
Stare bene con se stessi significa anche imparare ad ascoltare il proprio corpo e scegliere, quando serve, il percorso più adatto per aiutarlo a ritrovare il suo equilibrio.