L’otoplastica è un intervento che, quando ben eseguito, può cambiare il modo in cui una persona si percepisce ogni giorno.
Ma a volte, può accadere che il risultato non rispecchi le aspettative: un’asimmetria persistente, un’orecchia troppo attaccata alla testa, una forma rigida o semplicemente qualcosa che “non convince”.
Ricevo spesso pazienti che arrivano da me dopo un intervento eseguito altrove, con la sensazione di non riconoscersi e il timore di non poter migliorare più. In questi momenti sento ancora di più quanto sia importante essere ascoltati, accolti e accompagnati con delicatezza.
Perché l’obiettivo non è solo correggere un dettaglio estetico, ma restituire armonia, serenità e quella sensazione di “sentirsi in ordine” che tutti meritiamo.
Quando ha senso rifare un’otoplastica?
Una revisione (o otoplastica secondaria) ha senso quando l’orecchia è rimasta ancora troppo sporgente, o al contrario è stata avvicinata troppo. A volte è presente un’asimmetria evidente, una forma dell’antelice troppo rigida o innaturale, oppure semplicemente un risultato che non è armonioso con il volto. Alcuni pazienti mi raccontano di non sentirsi più loro stessi.
Non è necessario che il risultato sia “terribile” per intervenire: a volte basta un’impressione, un dettaglio che crea disagio ogni volta che ci si guarda allo specchio.
Il benessere estetico dovrebbe portare serenità, non tensione. Se un’otoplastica non ha dato questo, vale la pena parlarne.
Cosa si può correggere davvero?
L’otoplastica secondaria permette di rimodellare la cartilagine, ammorbidire un’orecchia “troppo attaccata”, migliorare simmetrie e proiezioni, rendere più naturale la definizione dell’antelice, regolarizzare la curvatura e correggere rigidità o aderenze create da interventi precedenti.
Ogni caso è unico, e serve una valutazione accurata per capire quali margini di miglioramento siano realmente possibili.
L’obiettivo è sempre lo stesso: un risultato naturale, armonioso e rispettoso dell’identità del volto.
Una storia che porto nel cuore
Anni fa ho incontrato una paziente che era stata operata già quattro volte da altri chirurghi. Era stanca, scoraggiata, convinta che non ci fosse più nulla da fare.
Abbiamo parlato a lungo, abbiamo analizzato insieme ogni dettaglio e ogni possibilità. Poi ho eseguito il suo intervento: la sua quinta otoplastica.
Oggi sorride. Oggi dice di riconoscersi.
Per me è un’immensa gioia sapere di averle restituito quella serenità che cercava.
Questi percorsi mi ricordano ogni giorno quanto la chirurgia sia una responsabilità, ma anche un dono: poter restituire qualcosa che sembrava perso.
Quando è meglio aspettare?
Dopo un intervento non riuscito non si può operare subito. I tessuti devono sgonfiarsi, ammorbidire e recuperare elasticità.
In genere servono 3–6 mesi, a volte anche di più. La fretta non è mai un’alleata: intervenire quando il corpo è pronto permette di ottenere un risultato più stabile e naturale.
Come valuto un caso di otoplastica secondaria
Durante la visita mi prendo sempre il tempo necessario per studiare la forma delle cartilagini, valutare eventuali aderenze, osservare i segni di precedenti interventi e comprendere cosa desidera davvero il paziente.
La parte più importante non è solo “cosa si può fare”, ma perché lo si desidera. Il percorso estetico è personale e richiede ascolto, delicatezza e chiarezza.
Il recupero dopo la revisione
Il recupero dopo un intervento secondario è simile a quello dell’otoplastica primaria, anche se talvolta i tessuti richiedono qualche giorno in più per adattarsi. Il fastidio è generalmente moderato, la vita quotidiana può essere ripresa in breve tempo e il risultato evolve gradualmente, ammorbidendosi settimana dopo settimana.
È un percorso che si affronta insieme, passo dopo passo.
Quando una seconda otoplastica cambia davvero la vita
Per molte persone, correggere un risultato non soddisfacente significa liberarsi di un peso che dura anni. Non è solo estetica: è identità, sicurezza, sentirsi finalmente in armonia.
Quando un paziente torna a casa contento e riconciliato con il proprio volto, io sono felice con lui. È questo il senso più profondo del mio lavoro.
Prenotare una visita per valutare un’otoplastica secondaria
Ricevo nel mio studio di Sesto Calende (Varese), dove ogni visita è dedicata all’ascolto, alla valutazione attenta e alla ricerca della soluzione più adatta a ciascun volto. Se senti il bisogno di chiarire un dubbio, valutare un miglioramento o semplicemente essere accolta in modo sereno, puoi contattarmi per fissare un appuntamento.
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