Quando si parla di rughe, spesso si tende a usare un’unica parola per indicare situazioni molto diverse. In realtà, non tutte le rughe sono uguali e, soprattutto, non tutte vanno trattate nello stesso modo.
Nel mio lavoro incontro spesso pazienti che mi chiedono: “Dottoressa, questo si tratta con il filler?”
La risposta più corretta è: dipende. Dipende dal tipo di ruga, dalla zona del viso, dalla qualità della pelle e dal risultato che si desidera ottenere.
In questo articolo voglio fare chiarezza, spiegando quando il filler è la scelta giusta, quando non lo è e come ottenere un risultato naturale, armonioso e rispettoso del volto.
Per una panoramica completa su cosa sono i filler di acido ialuronico e come funzionano, puoi leggere anche questo approfondimento:
Filler di acido ialuronico: cosa sono e come funzionano.
Rughe e solchi: non sono la stessa cosa
Il primo errore da evitare è considerare tutte le rughe uguali. In realtà esistono differenze importanti:
Le rughe dinamiche sono legate al movimento dei muscoli mimici, come quelle della fronte o del contorno occhi.
Le rughe statiche e i solchi, invece, sono presenti anche a viso rilassato e spesso derivano da una perdita di sostegno dei tessuti e dei volumi.
Capire questa distinzione è fondamentale per scegliere il trattamento corretto e ottenere un risultato naturale.
Quali rughe si possono trattare con il filler
I filler di acido ialuronico sono particolarmente indicati per le rughe e i solchi legati alla perdita di volume e di supporto.
Tra questi:
Solchi naso-labiali
Se trattati correttamente, sono tra i più belli e duraturi. L’obiettivo non è cancellarli completamente, ma ammorbidirli e integrarli nel volto in modo armonioso.
Rughe della marionetta
Aiutano a rendere l’espressione meno triste e più distesa, senza irrigidire.
Avvallamenti e depressioni
Dovuti a invecchiamento o dimagrimento, possono essere corretti ripristinando il giusto supporto.
In questi casi il filler non “gonfia”, ma restituisce equilibrio.
Approfondisci e vedi i risultati qui.
Quando il filler non è la soluzione migliore
Ci sono zone del viso in cui la ruga non nasce da una perdita di volume, ma da una contrazione muscolare eccessiva. In queste aree, il problema non è “riempire” ma piuttosto modulare l’attività del muscolo responsabile.
È il caso, ad esempio, di:
- fronte
- glabella (tra le sopracciglia)
- zampe di gallina
In queste aree, il trattamento più corretto è la tossina botulinica (Botox), perché agisce rilassando il muscolo responsabile della ruga e permette alla pelle di distendersi in modo naturale e armonioso. Il filler in queste zone non è indicato e può addirittura essere pericoloso, perché la sua presenza può interferire con le dinamiche muscolari e aumentare il rischio di complicanze — ad esempio attraverso l’iniezione in aree con vasi importanti o piani anatomici complessi.
Pertanto, in queste zone il Botox è l’approccio più sicuro e predicibile per attenuare le rughe dinamiche. È un trattamento che utilizzo spesso, con grande soddisfazione dei pazienti, proprio perché scelto nel contesto giusto offre risultati eleganti e molto armoniosi.
Filler e Botox: perché spesso si combinano
Filler e Botox non sono trattamenti in competizione, ma strumenti diversi che lavorano su meccanismi differenti.
Molto spesso, il risultato migliore nasce dalla loro combinazione:
il Botox rilassa dove serve, il filler sostiene e riempie dove manca struttura.
Questo approccio integrato permette di ottenere un volto più fresco, riposato e naturale, senza stravolgere l’espressione.
Tecnica e naturalezza del risultato
Nel trattamento delle rughe, la tecnica è fondamentale. Non basta il prodotto giusto: conta il piano di iniezione, la quantità, la conoscenza dell’anatomia.
Come chirurgo plastico, ho una visione completa del volto e dei suoi equilibri. Questo mi permette di lavorare con prudenza e precisione, evitando eccessi e risultati innaturali.
Il mio obiettivo non è cancellare ogni segno, ma rendere il volto più armonioso e “in ordine”.
Quanto durano i filler per le rughe
I filler di acido ialuronico vengono riassorbiti naturalmente dall’organismo.
La durata dipende da diversi fattori: zona trattata, tipo di filler, qualità del prodotto, stile di vita del paziente.
In media, i risultati possono durare dai 6 ai 24 mesi, e in alcune zone anche più a lungo. La cosa importante è che il trattamento sia modulabile e ripetibile nel tempo, sempre con misura.
Il mio approccio personale
Ogni trattamento inizia dall’ascolto. Voglio capire cosa non piace, cosa disturba davvero e cosa invece rende unico quel volto.
Il mio obiettivo è sempre lo stesso: far apparire il viso più fresco e riposato, non “trattato”.
Quando una paziente mi dice: “Mi vedo meglio, ma sono sempre io”, per me è un’immensa gioia.
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Ricevo nel mio studio di Sesto Calende (Varese), dove valuto personalmente ogni caso e propongo il trattamento più adatto.
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