Epilazione laser gambe e braccia: a che età iniziare davvero?
“Dottoressa, mia figlia ha 10 anni. È troppo presto?” È una domanda che ricevo spesso, soprattutto da mamme attente e giustamente prudenti.
E la risposta, per come lavoro io, non parte da un numero. Parte da due elementi molto concreti: la presenza reale di pelo (quello che si vede, che si sente, che si nota) e il disagio che quel pelo crea.
Non lo lego al ciclo mestruale, non lo lego agli organi, non lo lego a un “momento giusto” uguale per tutte. Lo lego alla necessità, che in alcuni casi può comparire anche molto presto, persino intorno agli 8 anni.
Quello che mi interessa, quando arriva una bambina o una ragazzina, è capire se il pelo è già strutturato e se questa caratteristica sta diventando un peso emotivo. Il disagio a 10–12 anni può essere sorprendentemente forte: piscina, sport, spogliatoi, confronto con le compagne. A volte il fastidio non viene detto, ma si vede nei comportamenti. In questi casi, la visita serve proprio a questo: valutare serenamente, senza fretta e senza pressioni, se intervenire ha senso e come farlo nel modo più delicato possibile.
Cosa dicono le fonti autorevoli
Dal punto di vista medico, non esiste una regola universale che imponga di aspettare i 18 anni. La letteratura scientifica descrive l’impiego di laser e luce per la riduzione dei peli anche in età pediatrica, sottolineando che sicurezza e tollerabilità dipendono soprattutto da corretta indicazione, tecnologia adeguata e mani esperte. Uno studio disponibile su PubMed conclude che, quando somministrata in modo appropriato, l’epilazione laser è sicura e ben tollerata anche in bambini sotto i 16 anni: PubMed – PMID: 19175616. Una revisione più recente conferma che laser e IPL possono essere efficaci anche in età pediatrica, con la nota che la recidiva può essere più frequente nei bambini rispetto agli adulti e che la gestione del comfort è un punto chiave: PubMed – Laser e luce in età pediatrica.
Per capire bene “come funziona” (e perché non ha senso collegarlo a ovaie o fertilità), è utile leggere le spiegazioni divulgative dei dermatologi. L’American Academy of Dermatology descrive l’epilazione laser come un trattamento che colpisce selettivamente il follicolo e chiarisce anche cosa aspettarsi in termini di numero di sedute e risultati: AAD – Overview e AAD – FAQ. Anche l’American Society for Dermatologic Surgery ribadisce il principio della luce assorbita dal pigmento nel follicolo: ASDS – Hair removal. In Italia, Humanitas ha pubblicato un articolo utile a sfatare falsi miti e spiegare il meccanismo “alla radice”: Humanitas – Epilazione laser e falsi miti.
Cosa succede a livello ormonale
Tra infanzia e adolescenza il corpo cambia: è normale. Gli ormoni modulano nel tempo la trasformazione del pelo sottile in pelo più scuro e spesso. Il punto fondamentale, però, è questo: il laser non modifica gli ormoni.
Il laser lavora sul follicolo che in quel momento è attivo e pigmentato. Questo significa che, se una ragazzina inizia presto, può ottenere una riduzione importante del pelo presente; se in futuro si attivano nuovi follicoli (per fisiologica evoluzione), si potranno fare richiami mirati. È un ragionamento clinico, non un “tutto o niente”.
Perché iniziare presto può essere una scelta equilibrata
Ci sono casi in cui aspettare non è una virtù, ma un rimandare che pesa. Se una bambina ha già iniziato a evitare alcune attività, se chiede di “non mettersi i pantaloncini”, se vive male lo sguardo degli altri, allora il tema non è la vanità: è il benessere. Inoltre, intervenire in modo corretto può ridurre la necessità di cerette ripetute e rasature continue, che spesso peggiorano la pelle con irritazioni, follicoliti e peli incarniti.
Detto questo, va anche detto con onestà: non tutte devono iniziare presto. In alcune situazioni è più sensato aspettare, osservare l’evoluzione e proteggere prima di tutto la serenità emotiva. Per questo la consulenza, quando è fatta bene, non “vende” una seduta: aiuta a decidere se farla.
Fa male?
Questa è la domanda che fanno quasi sempre le ragazze. Ed è giusto: hanno paura di provare dolore, perché spesso associano la rimozione dei peli alla ceretta e allo strappo. Io invece uso un macchinario di ultima generazione, veloce ed eccezionalmente preciso, progettato per lavorare in sicurezza e comfort: l’impulso è brevissimo, mirato, e supportato da sistemi che proteggono la superficie cutanea. Il risultato, nella grande maggioranza dei casi, è che il trattamento è indolore, soprattutto su gambe e braccia.
Qui però c’è una regola pratica fondamentale, che spiego sempre alle famiglie: la pelle deve essere preparata bene. La zona va rasata 24 ore prima. Questo permette all’energia di concentrarsi dove serve (nel follicolo) e riduce al minimo qualunque sensazione superficiale. Quando la preparazione è corretta, molte ragazze non avvertono praticamente nulla, e spesso la frase più comune a fine seduta è: “Pensavo molto peggio”.
Quante sedute servono?
Su gambe e braccia, spesso dopo circa tre sedute si vede già una differenza evidente. Poi si valuta, perché la risposta dipende molto da colore e robustezza del pelo, oltre che dalla fase di crescita in cui si trova. Le indicazioni divulgative dell’American Academy of Dermatology riportano che molti pazienti necessitano di più sedute, generalmente in un range che può andare da 2 a 6, e che dopo la prima seduta è normale osservare già una riduzione.
Nelle ragazze molto giovani, aggiungo un’informazione importante: talvolta è necessario un richiamo in futuro. Non perché “non funziona”, ma perché il corpo evolve. L’obiettivo clinico è ridurre nettamente il problema presente e, se necessario, mantenere nel tempo con piccoli interventi mirati.
Peli chiari e peli scuri: funziona su tutti?
Il laser riconosce la melanina. Per questo i peli scuri e più robusti rispondono meglio. I peli molto chiari rispondono meno e i peli bianchi non sono trattabili con il laser, perché non contengono pigmento. È una parte importante della consulenza: in medicina estetica la trasparenza non è un dettaglio, è rispetto.
Cosa fare prima e cosa evitare
La preparazione è semplice ma va fatta bene. Prima della seduta, raccomando di non fare la ceretta almeno 4 settimane prima, perché ceretta e pinzetta rimuovono il pelo dal follicolo e rendono il bersaglio meno “leggibile” al laser. La rasatura invece è corretta, perché lascia il follicolo intatto e permette al laser di lavorare in modo selettivo. La zona va rasata 24 ore prima, non cinque minuti prima: così la cute è più tranquilla e il trattamento è più confortevole. È preferibile arrivare con pelle pulita, senza creme profumate o oli sulla zona da trattare.
Cosa fare dopo
Dopo la seduta, in genere si riprende la vita normale. Nei giorni successivi consiglio di trattare la pelle con delicatezza, come dopo un piccolo “allenamento”: idratazione semplice e niente sfregamenti aggressivi. Se la zona è arrossata, è una reazione transitoria normale e tende a risolversi rapidamente. È importante evitare l’esposizione solare intensa e diretta subito dopo e usare una protezione solare adeguata se l’area resta esposta.
Un altro punto pratico: tra una seduta e l’altra si può radere, ma è meglio evitare ceretta e pinzetta. E se si notano peli che “cadono” nei giorni successivi, è normale: è parte del processo.
Qual è il periodo migliore per iniziare?
Il periodo migliore non è l’estate. Idealmente si inizia quando la pelle non è abbronzata e si può programmare il ciclo con regolarità: per questo autunno e inverno sono i mesi più comodi e sicuri per iniziare. Se stai leggendo questo articolo adesso, il consiglio pratico è semplice: iniziare ora permette di arrivare ai mesi caldi con una riduzione già evidente e con meno pensieri.
Guida per i genitori: come accompagnare una figlia
Il punto non è convincere una figlia a “farsi trattare”. Il punto è ascoltare. Se il disagio c’è, va riconosciuto senza minimizzare (“ma non si vede”) e senza amplificarlo (“oddio, è un problema”). La cosa più utile che un genitore può fare è offrire una cornice sicura: una visita conoscitiva in cui si spiega cosa è possibile fare, cosa no, quali aspettative sono realistiche, e soprattutto dove la ragazza si sente rispettata.
In studio, quando la paziente è molto giovane, dedico sempre tempo a spiegare con parole semplici e a dare controllo: capire cosa succede riduce la paura. E, se la ragazza non è pronta, si rimanda. La serenità viene prima del calendario.
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